Orchestra Popolare Italiana
dell’Auditorium Parco della Musica di ROMA

Orchestra-popolare-italiana

Un progetto di Ambrogio Sparagna

Nel folklore musicale italiano non esiste la pratica musicale orchestrale di tipo classico. I tanti tipi di organici strumentali numerosi, così diffusi in tutto il territorio come ad esempio le “paranze” campane di percussioni o i “concertini” di zampogne laziali e lucani, applicano essenzialmente regole di rafforzamento sonoro. Questa specificità del repertorio musicale nazionale è così radicata che può indurre a considerare la costituzione di un’orchestra di strumenti popolari come una sorta di anomalia, una vera e propria impertinenza culturale. Ma se si produce uno sforzo di riallineamento e si focalizza l’attenzione sul valore simbolico e strutturale che caratterizza la pratica musicale in forma orchestrale ci si accorge che la costituzione di una grande compagine sonora che impiega strumenti popolari oggi può rappresentare un efficace volano di trasmissione di competenze, capace di rinnovare antichi saperi, e un formidabile veicolo di promozione culturale.

Questa grande ricchezza culturale assume particolare funzione specialmente in questo periodo storico segnato da un malessere diffuso che induce alla perdita di ogni ponte con tradizioni e culture passate. Sotto questa nuova prospettiva un’orchestra di strumenti popolari può diventare invece un nuovo epicentro culturale, dove eseguire le forme tradizionali del folklore musicale attraverso l’esercizio dell’approfondimento e trasmettere alle nuove generazioni gli antichi saperi tradizionali. Così concepita un’orchestra di strumenti popolari si configura come uno straordinario bene culturale di una tradizione musicale vivente: un luogo privilegiato dove realizzare nuove modalità creative ed esecutive sperimentando nuovi linguaggi mediante la rielaborazione di antichi repertori.

Una grande compagine sonora dove protagonisti sono gli strumenti tipici della tradizione musicale popolare italiana fra cui zampogne,ciaramelle, organetti, tamburelli, mandolini, violini, chitarre battenti, ghironde, lire, arpicelle, conchiglie e i tanti altri strumenti “minori”che caratterizzano il grande repertorio etnomusicale nazionale che vengono organizzati fra loro attraverso l’uso di specifiche sezioni in relazione alle loro particolari funzioni. In questo tipo di organico grande importanza è affidata agli organetti che possiedono una specifica pluralità funzionale capace di generare un voluminoso tappeto dal forte attacco ritmico-armonico e passi melodici di grande effetto.
In questo tipo di ricerca musicale un’attenzione particolare va riposta all’uso delle voci che hanno il “dovere” di garantire l’antico principio in uso nelle culture popolari di tradizione orale dell’egemonia della parola cantata. Alla musica infatti spettava il compito di ‘esaltare’ la poesia cantata rafforzandone il suo potere comunicativo.

Sotto questa prospettiva la creazione dell'Orchestra Popolare Italiana del Parco della Musica di Roma, che ha carattere di stabilità, costituisce un'espressione alta di vitalità culturale che conferma il Parco della Musica di Roma come ideale punto di riferimento del panorama musicale nazionale ed internazionale. Il Progetto prevede la creazione di un'Orchestra stabile con la direzione di Ambrogio Sparagna di una trentina di elementi, caratterizzata al suo interno dalla presenza importante di strumenti musicali tipici della tradizione popolare italiana finalizzato alla produzione di programmi originali dedicati sia ai repertori regionali, sia alle forme e ai generi del folklore nazionale.